Quarantore 2021: Adorazione della Croce e confessioni

Come da trazione all’inizio della Quaresima si celebrano le Quarantore, attraverso alcuni momenti di preghiera e l’adorazione del Santissimo Sacramento, per un periodo di tempo che richiama quello trascorso fra la morte e la risurrezione di Gesù. Le Quarantore di quest’anno seguono uno schema giornaliero che prevede, dal giovedì al sabato, la Messa delle 8.30, l’Angelus alle 11.45, l’Ora Media alle 15.00, i Vespri alle 17.30 e l’appuntamento serale di giornata, concludendosi alla domenica con i Vespri alle 16.00.

L’appuntamento delle Quarantore di venerdì sera, caratterizzato dall’adorazione della Croce, è stato proposto a tutti i gruppi dei giovani dell’Oratorio, dalle superiori ai più grandi, mentre per elementari e medie si è tenuta una celebrazione pomeridiana: una grande occasione di incontro e di riflessione per i molti ragazzi che vi hanno partecipato. In questo tempo di privazioni e rinunce è stato molto importante potersi trovare a vivere la preghiera e la riconciliazione in presenza per iniziare bene la Quaresima, ricordando anche che lo scorso anno non era stato possibile, seguendo l’invito di don Gabriele che nel suo messaggio del mercoledì delle ceneri ricordava le tre “pratiche sante”: il digiuno, la preghiera e l’elemosina.

Accompagnati dalle parole della canzone “Se Cristo bussa alla tua porta lo riconoscerai? Ma come fai se tu non apri mai?” ecco che quest’incontro diventa anche occasione di aprire le porte a Cristo, lasciando che entri nel cammino di Quaresima favorendo la conversione, anche attraverso la riflessione che ci è stata donata da Padre Renato, francescano del convento del Monte Mesma.

Cosa siamo di fronte al grande amore di Dio?

Però è giusto mettersi a confronto prima di tutto con noi stessi verso quella che si chiama la “legge”, che come parola spaventa un po’, perché sembra che il peccato e il male siano conseguenza dl fatto che Dio ha stabilito così.

Invece no: una cosa non è male perché l’ha stabilito Dio, ma è male perché ci fa del male! Allora è estremamente giusto porci di fronte a questa “parola” di Dio, perché di parole si tratta, non tanto di una legge.

E sono dieci parole che indicano una strada, un cammino, come se il Signore stesso ci dicesse: “Vuoi raggiungere la felicità? Se lo vuoi, percorri questa strada“.

Padre Renato

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